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“Non ho memoria, almeno ne ho sempre avuta poca. E questo è un problema, perché ricordare aiuta sempre nella vita, specie se vuoi raccontare. Così mi arrampico sulle parole, battute su una tastiera però, che per me è più facile”. Parte da qui, da questa confessione – strana per un giornalista con 40 anni di servizio, e di servizi, sulle spalle – il nuovo libro di Alberto Caprotti, inviato di Avvenire sui fatti dello sport e della vita. C’è la voglia di mettere il punto su una carriera composta da mille cose fatte, fortunata nella misura in cui non è dato ai giornalisti di oggi, di sognarne di simili. Un certo giornalismo – si dice – ormai è morto, gli editori non lo co...
Gregari in bicicletta. Ciclisti e campioni di professionalità, fuoriclasse della dedizione, fenomeni di fedeltà. Non solo portaborracce ma consiglieri preziosi, aiutanti strateghi, sottili psicologi nella riconosciuta e riconoscibile smisurata loro semplicità. Autentici protagonisti e meravigliosi provocatori di un punto di domanda: perché lo fanno? Sulle vittorie dei primattori è spesso reperibile la griffe del gregario, mai esibita o reclamizzata. Parole e opere, gesti entrati con dolce prepotenza nella storia del ciclismo. Figure qua e là mitiche i gregari, autentiche icone: Andrea Carrera, Giovannino Corrieri, Ettore Milano, Van den Bossche, e molti altri. La cronaca ne è piena. Q...
Quante volte gli spettatori di oggi hanno sentito parlare del modulo «WM», o della «zona», o del «pressing»? Parole ormai entrate nel vocabolario collettivo del calcio, ma da dove derivano, chi ha inventato quegli schemi, quei sistemi di gioco, chi li ha modificati in corso d’opera? Questa serie di racconti porta sul palcoscenico gli uomini che hanno avuto la grande trovata che è poi diventata consuetudine: da qui il titolo «Eureka Football Club». Basti pensare al «doppio passo»: oggi tutti (o quasi) lo fanno, ma forse non sanno che il padre di quel colpo da funambolo è un italiano: Amedeo Biavati. Giocava nel Bologna e nella Nazionale, e il suo stile ha influenzato persino Pas...
A meno di un anno dai Giochi di Parigi 2024, la maratona resta più che mai al centro del programma a cinque cerchi, una “presenza” ravvivata dalla sfida tra i grandi atleti moderni per abbattere il muro delle due ore, sfiorato dal recente primato del mondo del keniota Kiptum che ha fermato i cronometri sulle 2 ore e 35 secondi. Ma sono ancora due i nomi che fanno della corsa lunga la gara “più olimpica” che vi sia. Due eroi, uno legato agli anni in cui i Giochi Olimpici presero forma, nell’antica Grecia, uno proveniente invece dai tempi moderni, seppure appartenenti agli inizi del secolo scorso. Fidippide e Dorando Pietri. L’oplita Fidippide è il milite addestrato per essere u...
Nel pugilato c’è una categoria di peso che raccoglie il meglio che questo sport sia in grado di offrire. Un palcoscenico in cui recitano campioni e grandi personaggi. I pesi welter rappresentano la boxe dei migliori. Gli autori ci guidano nella dimensione più intima dei protagonisti. Non solo montanti, ganci e schivate, ma anche personalità complesse, luoghi oscuri dell’anima, sensazionali risorse interiori, tragedie e riscatti imperiosi. Floyd Mayweather, Manny Pacquiao, Ray Leonard, Felix Trinidad, Henry Armstrong, Oscar De La Hoya, Emile Griffith, Barney Ross, Josè Napoles e Jimmy McLarnin sono stati uomini capaci di unire carisma e bravura. È il racconto dei trionfi e delle cadute di chi ha scelto uno sport che scruta l’anima nel suo profondo. I ritratti sono sorprendenti, in grado di appassionare chi la boxa e la ama, ma anche chi la conosce appena. Sul ring non si mente, nella vita molti di questi eroi lo hanno fatto. Al suono del primo gong però erano pronti a mettere in gioco tutto, pur di scendere dal ring con la cintura del vincitore. Questa è la storia di dieci fenomeni. Pesi welter, ovviamente.
Una guida utile ed esauriente, oltre che ricca di storie e aneddoti sulla navigazione, per venire in soccorso di chi acquista per la prima volta una barca, nuova o usata che sia, e deve condurla “a casa”. Per una barca la casa è il luogo in cui staziona, può essere un fiume, un porto sul mare, o un lago. Per portarla al luogo di destinazione, però, occorre qualcuno che si erga a comandante e accetti di misurarsi con le implicazioni, le difficoltà e i timori relativi al primo viaggio. Le barche sono come i bambini, c’è un momento in cui bisogna prenderle per mano e fare in modo che ti seguano fiduciose, compito che può sembrare facile ma non è così scontato. Da sempre la barca è da considerarsi un mezzo molto particolare da gestire e conservare, forse al pari di un aereo. Del resto, entrambi si muovono in un elemento vivo e variabile, l’Aria e l’Acqua, e per ovvi motivi la capacità di saperli condurre deve essere comprovata. Ecco i consigli di un “comandante” di comprovata esperienza, in particolare nel settore dei “trasferimenti”, termine con cui nella nautica odierna si indica il “primo viaggio”, con tutte le sue difficoltà.
Questa è la storia dei 14 trionfi di Rafael Nadal sulla terra rossa del Roland Garros. Quattordici finali senza una sola sconfitta che Daniele Azzolini, l’autore, ha avuto la fortuna di seguire da inviato, nel suo ormai cinquantennale girovagare sui campi più importanti del Grande Tennis. Ha voluto raccontarle l’una di seguito all’altra, utilizzando gli articoli scritti nelle diverse occasioni, con poche e semplici correzioni utili a comporre in un unico affresco (con l’aggiunta di aneddoti, interviste, personaggi del Tour e la dovuta attenzione ai coprotagonisti di quelle vittorie, tra i quali molti tennisti e tenniste italiani che in quegli stessi anni hanno lasciato il segno sul...
Maestoso, brullo e pelato dal vento. Caro al Petrarca, che si narra sia stato il primo a salirci, e ai ciclisti che lo considerano un santuario del pedale. Ma anche tragico il Mont Ventoux, per quel 13 luglio del 1967 quando al culmine della tredicesima tappa del Tour de France su quelle interminabili rampe arse dal solleone andò in scena il dramma di Tom Simpson, baronetto di Sua Maestà stroncato dall’agonia. Sognava la maglia gialla Simpson, per coronare la sua carriera e per garantire un futuro sereno alla famiglia; il sogno si trasformò in calvario, e la sua fu una morte in diretta. Una giornata drammatica, sconvolgente, e scandalosa quando portò alla luce ciò che doveva rimanere sotto la coperta dell’omertà. L’inconfessabile. Come tanti, Tom Simpson pensava che le anfetamine lo avrebbero potuto aiutare; non poteva sapere che con il calore e lo sforzo, avrebbero costituito una miscela mortale. Nella memoria collettiva il suo nome è associato al doping. La prima vittima del doping. Ma Tom Simpson era anche un grande campione, un pioniere nella storia del ciclismo britannico negli anni della Swinging London. E in questo libro lo vorremmo ricordare anche per questo.
“La crescita è un atto voluto, altrettanto approntare una via di fuga”. Comincia da qui il nuovo libro di Maurizio Lamorgese, marinaio di grande esperienza sia sulle rotte mediterranee, sia su quelle oceaniche. Uno che va per mare non prima di aver affrontato una disamina completa dei motivi personali o più genuinamente psicologici che lo spingono a tentare una nuova impresa, o a vivere da solo – a tu per tu con la barca e con se stesso – per lunghi mesi. E l’idea della fuga è uno dei motivi più ricorrenti. “Una buona fuga”, scrive Lamorgese, “è un atto di profonda coscienza”. La vita intera è costruita sulle scelte alcune apparentemente casuali, altre superficiali ma anch’esse non senza importanza, mentre altre ancora – e sono poche – vi porteranno molto lontano. Quello sarà un tempo tutto nuovo, unico, personalissimo, perché troverete ciò che di voi ancora non avete conosciuto. Fuggire per conoscersi. È dunque questo il segreto di ogni marinaio professionista?