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The book meticulously analyses the history of the critical reception of avantguard art through the interpretations received by one of its greatest emblems, Les Demoiselles d'Avignon by Picasso, 1907. Since Les Demoiselles has been considered over this century the true paradigm of Modern Art, this book is, fundamentally, a sort of synthesis of the discourses about Modernism from formalism, iconology, Leo Steinberg's 'Other Criteria’, sociological, the biographical and psychoanalytical theses, cultural and historicist and lastly, the impact of post-structuralism and the feminist, post-colonialist and transnational interpretations. The final chapter deals with the artistic versions of Les Demoiselles d'Avignonmade by artists. It is an essay on the different versions and identities of Modern Art and Modernism that have been produced throughout the last century.
Engaño, ocultación e invisibilidad son algunos de los conceptos que emparentan arte y camuflaje. Desde que los cubistas contribuyeran al nacimiento del diseño del camuflaje militar moderno durante la Primera Guerra Mundial, la esfera del arte no ha dejado de mantener, a lo largo de los siglos XX y XXI, fructíferas relaciones con el camuflaje. Este libro, que supone una síntesis novedosa en el ámbito de lengua española, traza la historia de esos intercambios, partiendo de la ideación de diversos «engaños de guerra» por parte del cubismo y de la pasión por la invisibilidad que caracterizó al surrealismo; analiza la presencia del camuflaje militar en el arte pop y conceptual, así como los sutiles vínculos entre mujer y camuflaje; y, por último, aborda la dedicación de algunos artistas actuales a unas estrategias hechas de secretos y mentiras.
An encyclopedic sourcebook for camouflage enthusiasts in all research areas who want to explore the history and development of camouflage (artistic, biological and military) since the 19th century. Richly illustrated with historic photographs, diagrams and drawings. Includes subject timeline, bibliography and index.
Filling a gap in Eastern European fashion studies, this book presents middle-class women consuming fashion in the symbolic 'Little Paris' of interwar Bucharest, and examines how their material and cultural means supported the city's modernisation. Combining archival research with personal archaeology, this interdisciplinary work explores Romania's reinvention as a modern state, focusing on middle-class women as they lived their lives - walking through the streets, at lavish events, at cafes and clubs, shopping, and working. Analysing largely unseen, unused written and visual texts, The Women of 'Little Paris' encourages exploration of new avenues for research, uniting scholars of Romanian culture, history and fashion and guiding readers through a forgotten, little explored world and, in so doing, adds to our understanding and knowledge of the global image of interwar fashion cultures and the emerging field of Romanian fashion studies.
Proseguendo il lavoro avviato con La patria degli altri, questo secondo volume della ‘Serie Interculturale’ raccoglie i contributi di esperti di diverse discipline, riuniti nel “Seminario di Studi Interculturali” di Sapienza, che si sono avvicinati al tema della lettura dell’alterità proponendo un ampio spettro di declinazioni dell’idea di partenza. Le indagini qui proposte spaziano dall’interpretazione del testo, trama di riletture e riscritture, all’osservazione dell’altro culturale; dalla relazione fra opera figurativa e parola, alla relazione fra performance teatrale e tradizione narrativa. L’accento ricade sugli aspetti transnazionali della scrittura, sulla costruzione e percezione di immagini del Sé e dell’Altro, sulle simmetrie e asimmetrie che caratterizzano gli scambi fra culture legate a gruppi, luoghi e tempi diversi. Testi e immagini, anche lontani dalla contemporaneità, rivelano così la loro potenziale rilevanza per una comprensione dei meccanismi oggi attivi nell’arena globale delle culture, mettendo in discussione la tradizione degli studi su base nazionale, europea e occidentale.
Dopo La patria degli altri e La lettura degli altri, in linea con la “Serie Interculturale” in cui viene presentato, questo terzo volume del “Seminario di Studi Interculturali” di Sapienza Università di Roma raccoglie i contributi di studiose e studiosi che, pur privilegiando di volta in volta una prospettiva antropologica, letteraria, artistica, politica, sociale, affrontano il tema generale degli incontri (e scontri) fra tempo e alterità in una prospettiva interdisciplinare e interculturale. Il volume prende così l’avvio con un saggio sui rapporti tra antropologia e diverse concezioni e definizioni del tempo, alle quali si intreccia la questione, altrettanto complessa, della s...
Il fascino per l’esotico attraversa tutta l’opera di Hugo von Hofmannsthal. Egli sviluppa negli anni un dialogo con la Fremde che si concretizza in una attività di esplorazione – letteraria prima e territoriale poi – culminata nel viaggio in Marocco del 1925. Alla prima fase della complessa consapevolezza geopolitica dell’autore contribuiscono in modo decisivo gli anni della produzione giovanile qui analizzati. Tra il 1892 e il 1897, infatti, Hofmannsthal è il testimone più significativo di quella Märchenhaftigkeit des Alltäglichen capace di consentire a un cittadino dell’impero asburgico di fare quotidiana esperienza dell’alterità all’interno del proprio spazio geocult...
Ci sono opere che non «raffigurano» spazi ma li creano, ed è il caso di Paul Celan, che chiede alla sua poesia di essere ‘occupabile’, e tradursi, trasferirsi nella lettura altrui, modificandosi. In questo senso la sua poesia è dicibile come traduzione- interpretazione, dinamica ripetizione, rilettura del testo, nello spazio e nel tempo. I contributi italiani raccolti in questo volume cercano spazi materiali, memoriali, artistici, intermediali, didattici, geopoetici, biografici, psicanalitici, linguistici nella poesia celaniana, e ne aprono di nuovi a partire da questa. Ogni sette anni, nel 2014 a Roma come già nel 2007 a Napoli, abbiamo provato a fare il punto della riflessione recente su Paul Celan in Italia. Molti giovani studiosi si sono confrontati con qualche più esperto lettore e interprete (artistico, esegetico, poetico) di Celan, ed è emersa una vicinanza alla terra e alla materia, che anche quando è maceria combusta rimanda alla possibile ricostruzione in spazi che chiedono di essere aperti, districati e scoperti.
Una nuova definizione del soggetto femminile – insegnano gli studi di Rosi Braidotti – parte dalla destabilizzazione di un concetto universale e universalistico di identità intesa come qualcosa di fisso e immutabile. Ricontestualizzando l’idea di soggetto nomade di deleuziana memoria in un’ottica femminile e femminista, la filosofa italo-australiana ridefinisce il soggetto femminile come nomade perché impossibile da racchiudere in una definizione univoca e totalizzante, ma continuamente esposto al processo del divenire, anche quando apparentemente situato in un preciso contesto spazio-temporale. Misurandosi con la suggestione dei suoi approcci teorici e non solo, i contributi di qu...
L’ineludibilità del corpo, l’urgenza incontenibile con la quale oggi si afferma con sempre maggiore insistenza, non è il prodotto della sovraesposizione mediale a cui va incontro la dimensione della fisicità nella società dello spettacolo. Le ragioni di una simile eccedenza, semmai, vanno ricercate in una trama ben più intricata di eventi e relazioni a cui gli studi proposti in questo volume – animati da uno slancio interculturale – offrono, se non una soluzione, un possibile approccio. Le diverse prospettive qui convocate si esercitano per suscitare un paradigma ermeneutico che sia per vocazione ibrido, meticcio; e il dato più rilevante di queste analisi è quello che rivela un corpo che non è mai univoco o assoluto, ma sempre plurale: luogo di confini che ne moltiplicano inesauribilmente la semantica e le implicazioni.