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Storie parallele che, in un gioco di fantasia, diventano cosa unica. Sono quelle di Santiago, protagonista de «il vecchio e il mare» di Ernest Hemingway, e di Joe Di Maggio, il più grande giocatore di baseball di tutti i tempi. Santiago non prende un pesce da 84 giorni, sale sulla sua barca e va a cercare la gloria per dimostrare che non è ancora un uomo sconfitto. L’azione si svolge dal 13 al 17 settembre 1950 e qui si narrano, parallele all’avventura di Santiago, le sfide che il grande Di Maggio, spesso evocato dal vecchio pescatore, affronta in quel periodo: tre partite tra i new York Yankees e i Detroit Tigers. Momenti epici e brucianti dolori s’intrecciano in questa storia che...
Nel pugilato c’è una categoria di peso che raccoglie il meglio che questo sport sia in grado di offrire. Un palcoscenico in cui recitano campioni e grandi personaggi. I pesi welter rappresentano la boxe dei migliori. Gli autori ci guidano nella dimensione più intima dei protagonisti. Non solo montanti, ganci e schivate, ma anche personalità complesse, luoghi oscuri dell’anima, sensazionali risorse interiori, tragedie e riscatti imperiosi. Floyd Mayweather, Manny Pacquiao, Ray Leonard, Felix Trinidad, Henry Armstrong, Oscar De La Hoya, Emile Griffith, Barney Ross, Josè Napoles e Jimmy McLarnin sono stati uomini capaci di unire carisma e bravura. È il racconto dei trionfi e delle cadute di chi ha scelto uno sport che scruta l’anima nel suo profondo. I ritratti sono sorprendenti, in grado di appassionare chi la boxa e la ama, ma anche chi la conosce appena. Sul ring non si mente, nella vita molti di questi eroi lo hanno fatto. Al suono del primo gong però erano pronti a mettere in gioco tutto, pur di scendere dal ring con la cintura del vincitore. Questa è la storia di dieci fenomeni. Pesi welter, ovviamente.
Anno 2040. A Roma si disputa la cento decima edizione degli Internazionali. Molto è cambiato negli anni, dall’aspetto delle città alle prese con eventi naturali sempre più incontrollabili, agli uomini che gestiscono lo sport. Il tennis e tutte le discipline globali sono ormai guidati da una super autorità mondiale che ne organizza gli eventi. Il capo supremo dell’autorità sportiva planetaria è un misterioso personaggio che si è impadronito di tutto lo sport mondiale nel corso degli anni. A contrastare la dittatura c’è una confraternita il cui leader è Roger Federer. Roger è stato invitato al torneo del Centenario ma il suo arrivo è fonte di grande preoccupazione e nel giorno...
Le sfide dall’esito scontato tolgono entusiasmo. Questo libro racconta le notti di idoli sconfitti, di comprimari trasformati in campioni. Storie di pugili consapevoli del loro destino, comunque pronti ad approfittare di qualsiasi distrazione o rilassamento del campione di turno, per cercare di batterlo senza alcuna remora. Tra le corde del ring si colgono metafore della vita, in fondo le vicende che riguardano le battaglie combattute con i guantoni sono simili a quelle che incrociamo ogni giorno sul nostro cammino. Un libro per ricordare gli incontri che hanno sorpreso tutti, match di cui sono stati protagonisti pugili italiani. Testimoni di qualcosa che ha sconvolto le previsioni. Nel bene e nel male. Nomi meno noti e personaggi conosciuti, tra questi solo Angelo Jacopucci e Giovanni Parisi, purtroppo, non sono più tra noi. Il tempo del racconto non è poi così lontano. La scelta non è casuale, serve per dimostrare che quando non sapevamo “come sarebbe andata a finire”, crisi o non crisi, il pugilato aveva ancora intatto il suo fascino di “sport-non solo sport”, di disciplina dove tutto sarebbe potuto accadere.
“Non ho memoria, almeno ne ho sempre avuta poca. E questo è un problema, perché ricordare aiuta sempre nella vita, specie se vuoi raccontare. Così mi arrampico sulle parole, battute su una tastiera però, che per me è più facile”. Parte da qui, da questa confessione – strana per un giornalista con 40 anni di servizio, e di servizi, sulle spalle – il nuovo libro di Alberto Caprotti, inviato di Avvenire sui fatti dello sport e della vita. C’è la voglia di mettere il punto su una carriera composta da mille cose fatte, fortunata nella misura in cui non è dato ai giornalisti di oggi, di sognarne di simili. Un certo giornalismo – si dice – ormai è morto, gli editori non lo co...
Trent’anni di cavalli top class e di guidatori a cinque stelle. Dal mitico Varenne al giovane napoletano Antonio Di Nardo, vincitore di quattro frustini d’oro, due Superfrustini, del Derby d’Italia e di corse classiche che punta a diventare il driver numero 1 in Italia. Gli mancava il Lotteria, lo ha vinto e conquistato quest'anno, edizione numero settantacinque della corsa di maggiore fascino del calendario ippico italiano: imitato e raggiunto il fratello Gaetano vincitore nel 2010. La famiglia Di Nardo (padre macellaio e tre figli driver), alter ego al superpotere che il team emiliano di Ale Gocciadoro, allenatore e driver, manifesta in Italia e all’estero. Il giudizio è unanime: ...
Nel 1942 nella battaglia di mezzo giugno l’aereo di Giovanni Pische viene abbattuto nei pressi dell’isola di San Pietro (CA). Lui si salva aggrappandosi all’ala del suo aereo. Sei ore in acqua sino a che due pescatori lo traggono in salvo per consegnarlo ad una vita in sedia a rotelle. Da quel momento per Giovanni inizia un percorso fatto di riabilitazione e di sacrifici. Nella clinica Santa Lucia di Roma riprende a nuotare e, alle paralimpiadi di Tokyo del 1964 vince la medaglia di bronzo. Egli, seguendo l’esempio del suo amico Ludwig Guttmann, il medico tedesco precursore della riabilitazione attraverso lo sport, metterà il suo impegno soprattutto per migliorare lo stato di chi, c...
Quante volte gli spettatori di oggi hanno sentito parlare del modulo «WM», o della «zona», o del «pressing»? Parole ormai entrate nel vocabolario collettivo del calcio, ma da dove derivano, chi ha inventato quegli schemi, quei sistemi di gioco, chi li ha modificati in corso d’opera? Questa serie di racconti porta sul palcoscenico gli uomini che hanno avuto la grande trovata che è poi diventata consuetudine: da qui il titolo «Eureka Football Club». Basti pensare al «doppio passo»: oggi tutti (o quasi) lo fanno, ma forse non sanno che il padre di quel colpo da funambolo è un italiano: Amedeo Biavati. Giocava nel Bologna e nella Nazionale, e il suo stile ha influenzato persino Pas...
Gregari in bicicletta. Ciclisti e campioni di professionalità, fuoriclasse della dedizione, fenomeni di fedeltà. Non solo portaborracce ma consiglieri preziosi, aiutanti strateghi, sottili psicologi nella riconosciuta e riconoscibile smisurata loro semplicità. Autentici protagonisti e meravigliosi provocatori di un punto di domanda: perché lo fanno? Sulle vittorie dei primattori è spesso reperibile la griffe del gregario, mai esibita o reclamizzata. Parole e opere, gesti entrati con dolce prepotenza nella storia del ciclismo. Figure qua e là mitiche i gregari, autentiche icone: Andrea Carrera, Giovannino Corrieri, Ettore Milano, Van den Bossche, e molti altri. La cronaca ne è piena. Q...
Un tempo bello è un libro di interviste e di ricordi sul Napoli basket negli anni Ottanta. Nel 1978 l’ingegnere Nicola De Piano rileva il titolo sportivo dalla vecchia società cestistica napoletana, la Partenope, e fonda il Napoli basket di cui manterrà la proprietà fino al 1994. Sono anni indimenticabili per il basket napoletano: all’ombra del Vesuvio sbarcano campioni NBA come Walter Berry e Alex English, giocatori italiani nel giro della Nazionale come Marco Bonamico e Stefano Sbarra, allenatori come Arnaldo Taurisano e Mirko Novosel (inserito nel 2010 nella Hall of Fame della Fiba) e ancora il giocatore più alto della serie A, Tonino Fuss, con i suoi due metri e venti. In quegli anni alla domenica si andava al glorioso palasport Mario Argento, di cui oggi restano solo le macerie, con molti tifosi che, dopo aver visto giocare il Napoli allo Stadio San Paolo, si spostavano a piedi al Mario Argento per seguire i campioni del basket. Alle volte erano gli stessi giocatori del Calcio Napoli a incitare i colleghi del basket: e di tanto in tanto faceva capolino Diego Armando Maradona...