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This text reconstructs the often conflictual memories of the Holocaust in post-war Italy through the analysis of press debates engendered by films and television miniseries. The author discusses how Holocaust themes have been appropriated by different political and cultural factions.
For observers of the European film scene, Federico Fellini’s death in 1993 came to stand for the demise of Italian cinema as a whole. Exploring an eclectic sampling of works from the new millennium, Italian Film in the Present Tense confronts this narrative of decline with strong evidence to the contrary. Millicent Marcus highlights Italian cinema’s new sources of industrial strength, its re-placement of the Rome-centred studio system with regional film commissions, its contemporary breakthroughs on the aesthetic front, and its vital engagement with the changing economic and socio-political circumstances in twenty-first-century Italian life. Examining works that stand out for their forma...
This book deploys the concept of ‘audiovisual tourism promotion’ to account for the promotional functions performed by a vast array of diverse media texts including tourism films, feature films, digital videos conceived for online circulation, video games and TV commercials. From this point of view, this volume fills a major gap in the literature by providing the first comprehensive critical overview of audiovisual tourism promotion as a distinct media field. In this book, the study of audiovisual tourism promotion is characterised by an interdisciplinary approach which combines film studies, media studies, human geography, sociology, tourism studies, history, postcolonial and gender studies. This book will appeal to a wide range of students and scholars from different disciplines.
Dove si sta dirigendo il nuovo cinema italiano? Sicuramente una delle tendenze è il ritorno alla sperimentazione dei generi cinematografici. Tantissimi i nomi di autori – da Alemà e Carrisi a Mainetti, Manetti Bros., Rovere e Sibilia tra gli altri – che si stanno confrontando con nuove forme di narrazione mantenendo sempre uno sguardo sul passato e su una certa tradizione che ha fatto grande il nostro cinema. Il volume, oltre a concentrarsi sulla nuova leva registica degli anni duemila, ripercorre all’indietro l’albero genealogico del genere italiano per arrivare alle sue radici. A dimostrazione di come esso sia stato linfa vitale nei nostri momenti migliori e un’assenza insopportabile in quelli di maggiore crisi. Senza dimenticare sia chi ha tentato la strada del genere andando in controtendenza e consentendone una rinascita, sia chi, in modi completamente diversi, ha portato avanti un discorso nobile genere-autore senza perdere in qualità.
In recent years, Italian cinema has experienced a quiet revolution: the proliferation of films by women. But their thought-provoking work has not yet received the attention it deserves. Reframing Italy fills this gap. The book introduces readers to films and documentaries by recognized women directors such as Cristina Comencini, Wilma Labate, Alina Marazzi, Antonietta De Lillo, Marina Spada, and Francesca Comencini, as well as to filmmakers whose work has so far been undeservedly ignored. Through a thematically based analysis supported by case studies, Luciano and Scarparo argue that Italian women filmmakers, while not overtly feminist, are producing work that increasingly foregrounds female...
Antonio Giangrande, orgoglioso di essere diverso. ODIO OSTENTAZIONE, IMPOSIZIONE E MENZOGNA. Si nasce senza volerlo. Si muore senza volerlo. Si vive una vita di prese per il culo. Tu esisti se la tv ti considera. La Tv esiste se tu la guardi. I Fatti son fatti oggettivi naturali e rimangono tali. Le Opinioni sono atti soggettivi cangianti. Le opinioni se sono oggetto di discussione ed approfondimento, diventano testimonianze. Ergo: Fatti. Con me le Opinioni cangianti e contrapposte diventano fatti. Con me la Cronaca diventa Storia. Noi siamo quello che altri hanno voluto che diventassimo. Facciamo in modo che diventiamo quello che noi avremmo (rafforzativo di saremmo) voluto diventare. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!
Tutti guardano la televisione. Molti ne parlano, ne discutono, ne scrivono. Non sempre però l'analisi riesce ad andare molto oltre il riassunto degli episodi, gli highlight della puntata, l'elenco di quello che è piaciuto o non è piaciuto al singolo spettatore. Eppure, non mancano gli strumenti metodologici e le prospettive teoriche e critiche che possono aiutare a indagare meglio le strategie creative, l'impatto culturale o l'importanza sociale di quello che va in onda sul piccolo schermo. Questo volume vuole essere una palestra per esercitare lo sguardo sulla televisione. Sono raccolti qui 19 saggi, scritti da autori differenti per competenze e per estrazione, dagli studiosi di media e ...
Le singole edizioni della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia succedutesi nei novant’anni intercorsi dalla sua nascita rivivono nella loro varietà e novità in un’accurata e affascinante cronistoria. Gian Piero Brunetta, il decano della storia e critica cinematografica, punto di riferimento imprescindibile per gli studi sulla storia del cinema italiano, racconta l’avvicendamento «di condottieri e capitani coraggiosi, di combattenti, esploratori, scopritori, traghettatori, negoziatori, funzionari rispettosi, grands commis de l’État, direttori pontefici, direttori ombra e di passaggio, nonché di giurie competenti, equilibrate, coraggiose, incomp...