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Questa è la storia dei 14 trionfi di Rafael Nadal sulla terra rossa del Roland Garros. Quattordici finali senza una sola sconfitta che Daniele Azzolini, l’autore, ha avuto la fortuna di seguire da inviato, nel suo ormai cinquantennale girovagare sui campi più importanti del Grande Tennis. Ha voluto raccontarle l’una di seguito all’altra, utilizzando gli articoli scritti nelle diverse occasioni, con poche e semplici correzioni utili a comporre in un unico affresco (con l’aggiunta di aneddoti, interviste, personaggi del Tour e la dovuta attenzione ai coprotagonisti di quelle vittorie, tra i quali molti tennisti e tenniste italiani che in quegli stessi anni hanno lasciato il segno sul...
“Non ho memoria, almeno ne ho sempre avuta poca. E questo è un problema, perché ricordare aiuta sempre nella vita, specie se vuoi raccontare. Così mi arrampico sulle parole, battute su una tastiera però, che per me è più facile”. Parte da qui, da questa confessione – strana per un giornalista con 40 anni di servizio, e di servizi, sulle spalle – il nuovo libro di Alberto Caprotti, inviato di Avvenire sui fatti dello sport e della vita. C’è la voglia di mettere il punto su una carriera composta da mille cose fatte, fortunata nella misura in cui non è dato ai giornalisti di oggi, di sognarne di simili. Un certo giornalismo – si dice – ormai è morto, gli editori non lo co...
Gregari in bicicletta. Ciclisti e campioni di professionalità, fuoriclasse della dedizione, fenomeni di fedeltà. Non solo portaborracce ma consiglieri preziosi, aiutanti strateghi, sottili psicologi nella riconosciuta e riconoscibile smisurata loro semplicità. Autentici protagonisti e meravigliosi provocatori di un punto di domanda: perché lo fanno? Sulle vittorie dei primattori è spesso reperibile la griffe del gregario, mai esibita o reclamizzata. Parole e opere, gesti entrati con dolce prepotenza nella storia del ciclismo. Figure qua e là mitiche i gregari, autentiche icone: Andrea Carrera, Giovannino Corrieri, Ettore Milano, Van den Bossche, e molti altri. La cronaca ne è piena. Q...
Nel 1942 nella battaglia di mezzo giugno l’aereo di Giovanni Pische viene abbattuto nei pressi dell’isola di San Pietro (CA). Lui si salva aggrappandosi all’ala del suo aereo. Sei ore in acqua sino a che due pescatori lo traggono in salvo per consegnarlo ad una vita in sedia a rotelle. Da quel momento per Giovanni inizia un percorso fatto di riabilitazione e di sacrifici. Nella clinica Santa Lucia di Roma riprende a nuotare e, alle paralimpiadi di Tokyo del 1964 vince la medaglia di bronzo. Egli, seguendo l’esempio del suo amico Ludwig Guttmann, il medico tedesco precursore della riabilitazione attraverso lo sport, metterà il suo impegno soprattutto per migliorare lo stato di chi, c...
Calabria, Dubai, Roma sono le tre tappe che percorrerà il vicequestore Tano Martini in questo settimo volume della saga. Dovrà sfidare il crimine organizzato, e lo scontro sarà violento, terribile… ‘Ndrangheta calabrese e terrorismo internazionale sono le prime due indagini che il nostro eroe dovrà affrontare con molta cautela, grande intuito e tenace perspicacia, al fine di uscirne, ancora una volta, vincente. La terza indagine lo riporterà a Roma. Marta Morgante, figlia di un imprenditore romano, viene ferita gravemente con un colpo di pistola che coinvolgerà l’arteria femorale. La giovane donna si accascia all’entrata del commissariato. Soccorsa tempestivamente, si salva in extremis, dopo un lungo e delicato intervento. Tutto sembra coinvolgere Julio Striatore, libertino romano e compagno di Marta, che, tuttavia, al momento del tentato omicidio, era in Brasile… Occorre una strategia illuminante per riuscire a risolvere il caso. Anche in questo volume amore e morte si mescolano, generando sentimenti contrastanti che bloccano il lettore sul testo, impedendogli la benché minima distrazione.
Possono le note di un violino risuscitare il passato, unire i destini degli sconosciuti, dilatare il presente fino a renderlo un futuro diverso? Possono. Anche se non c’è più l’entusiasmo del mattino all’orizzonte della vita di Adele, ma i sentimenti contrastanti del tardo pomeriggio. Anche se Adele ha paura. Teme che l’oscurità le ingoi, non la vita, ma le tracce che testimoniano quanto e come l’abbia vissuta. Possono. Pur non essendo mattino nemmeno nella vita di Sebastian, ma già pomeriggio. Anche se quel pomeriggio appena sbocciato non ricordi nulla delle prime luci dell’alba, che lo volevano meno artista e più contadino. Possono. Nonostante Adele sia ebrea e Sebastian r...
“La crescita è un atto voluto, altrettanto approntare una via di fuga”. Comincia da qui il nuovo libro di Maurizio Lamorgese, marinaio di grande esperienza sia sulle rotte mediterranee, sia su quelle oceaniche. Uno che va per mare non prima di aver affrontato una disamina completa dei motivi personali o più genuinamente psicologici che lo spingono a tentare una nuova impresa, o a vivere da solo – a tu per tu con la barca e con se stesso – per lunghi mesi. E l’idea della fuga è uno dei motivi più ricorrenti. “Una buona fuga”, scrive Lamorgese, “è un atto di profonda coscienza”. La vita intera è costruita sulle scelte alcune apparentemente casuali, altre superficiali ma anch’esse non senza importanza, mentre altre ancora – e sono poche – vi porteranno molto lontano. Quello sarà un tempo tutto nuovo, unico, personalissimo, perché troverete ciò che di voi ancora non avete conosciuto. Fuggire per conoscersi. È dunque questo il segreto di ogni marinaio professionista?
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